Itinerario di 15 giorni in camper in Friuli Venezia Giulia

27 giugno 2026 · di Lorenza Losapio ·⏱️ Tempo di lettura stimato: 20 minuti


Il Friuli Venezia Giulia è una terra che sorprende a ogni curva: montagne imponenti che sembrano sfiorare il cielo, laghi color smeraldo e borghi da scoprire.

Abbiamo deciso di esplorarlo in camper, liberi di fermarci davanti a un panorama che ci lasciava senza parole o di scoprire paesini che non avevamo mai sentito nominare. Il nostro viaggio ci ha portati lungo strade panoramiche, cascate nascoste, rifugi di montagna e laghi incantati, regalandoci avventure inaspettate e momenti di puro relax.

In questo articolo ti portiamo con noi attraverso il nostro itinerario di 15 giorni in Friuli in camper, raccontandoti le tappe, le esperienze e qualche consiglio pratico per vivere al meglio questa regione ancora poco battuta dal turismo di massa.

✨ E se viaggi anche tu in camper, non preoccuparti: in fondo all’articolo troverai una sezione dedicata con tutti i dettagli e i costi dei parcheggi camper che abbiamo utilizzato.

Pronto a partire con noi? 🚐✨


Giorno 1 – Pordenone e San Daniele del Friuli in camper

La mattina arriviamo a Pordenone, sotto un caldo infernale, ma una visita al centro storico vale la pena. Qui ti consigliamo di partire da Corso Vittorio Emanuele II – il cuore della città, con i portici e i palazzi affrescati. Attraversa Piazza XX Settembre – la piazza principale con il suggestivo Palazzo Comunale. Visita anche il Duomo Concattedrale di San Marco e Palazzo Ricchieri – Museo Civico d’Arte e Teatro. Se hai tempo, non farti mancare una passeggiata sul fiume Noncello – verde e silenziosa, a pochi passi dal centro.
A pranzo ci spostiamo a San Daniele del Friuli per assaggiare il famoso prosciutto crudo DOP nella prosciutteria DOK Dall’Ava: proviamo sia il 16 mesi (più morbido e scioglievole) che il 24 mesi.

San Daniele del Friuli

Il pomeriggio lo passiamo al Lago di Ragogna, all’ombra e in tranquillità, tra stretching e relax. C’è un parco con due tavolini da pic nic, area attrezzata fitness e la vista dal lago è sulle Prealpi Giulie, uno spettacolo. 


Verso sera ripartiamo in direzione Sella Nevea, ma poco prima dell’arrivo notiamo alcuni camper parcheggiati vicino a un sentiero. La curiosità prende il sopravvento.

Cerchiamo su Komoot e scopriamo il Fontanone di Goriuda. Le foto sembrano incredibili e decidiamo di fermarci lì per la notte. Andiamo al Ristorante Il Fontanone per pagare il ticket del parcheggio da 2€, gratuito invece per chi cena al ristorante.

Giorno 2 – Fontanone di Goriuda e arrivo a Sella Nevea

La mattina ci svegliamo con calma e finalmente possiamo vedere il paesaggio intorno a noi con la luce del giorno. Percorriamo il breve sentiero che porta alla cascata e restiamo senza parole: si può addirittura camminare dietro il getto d’acqua.

L’atmosfera è magica. Sul sentiero del ritorno troviamo alberi con cartelli in legno colorati che riportano i loro nomi: faggio, betulla, abete… Poco più avanti c’è persino un tavolo da dama inciso nel legno, con tanto di pedine.

E come si fa a non giocare una partita con vista cascata?

Decidiamo di vivere questa giornata lentamente, senza fretta, assaporando ogni dettaglio: il verde degli alberi, il profumo del bosco e il rumore costante dell’acqua.

Rigenerati dalla natura, ci spostiamo finalmente a Sella Nevea. Scegliamo il secondo parcheggio segnalato su Park4Night: non quello asfaltato vicino agli impianti sciistici, ma quello immerso nel verde, circondato dagli alberi e con una vista incredibile sulle montagne.


Facciamo due passi verso il laghetto e osserviamo alcune persone allenarsi sulle vie di arrampicata presenti sulla parete vicina. Restiamo lì ad ammirare i loro movimenti e i segnali vocali che si scambiano durante la salita.

È il 10 agosto, la notte di San Lorenzo. Dopo cena usciamo a cercare qualche stella cadente. Non ne vedremo nemmeno una, ma ci sentiamo comunque fortunati: stiamo dormendo in un posto che, giorno dopo giorno, si rivelerà sempre più magico.


Giorno 3 – Trekking al Rifugio Gilberti

Sveglia alle 8:00 e colazione veloce: oggi si cammina.

Partiamo dal parcheggio di Sella Nevea e imbocchiamo il sentiero nel bosco che conduce al Rifugio Gilberti. La salita dura circa 1 ora e 45 minuti e gli alberi ci proteggono quasi completamente dal sole.

Quando il bosco finisce, il panorama ci lascia senza fiato.

Pareti di roccia chiarissima, cime illuminate e cielo terso: sembra davvero di essere sulla Luna.


Dopo una pausa con cioccolato e frutta continuiamo verso Sella Bila Pec, dove si trovano i resti di un ospedale militare della Prima Guerra Mondiale.

Mangiamo il pranzo al sacco all’ombra delle rovine e ci godiamo un paesaggio che nessuna foto riuscirà mai a raccontare davvero. Siamo sulle Alpi Giulie e non ci aspettavamo emozioni così forti già dal primo giorno.

Torniamo al camper stanchi ma felicissimi. Il tramonto tra gli alberi accompagna la nostra cena. 


Giorno 4 - Relax al Lago del Predil

Dopo il trekking, l’acido lattico si fa sentire. Decidiamo quindi di dedicarci a una giornata più tranquilla al Lago del Predil, a pochi minuti da Sella Nevea.
Portate costume e telo mare perché la spiaggia di sassolini bianchi invita subito a rilassarsi in riva al lago.
L’acqua è limpidissima, circondata da montagne incredibili e, sorprendentemente, non troppo fredda.
C'è chi si fa una nuotata mentre altre persone girano in SUP o canoa. Noi ci godiamo semplicemente la pace del posto.


Giorno 5 - Trekking tra marmotte e stambecchi sull’altopiano del Montasio

La mattina seguente abbiamo un obiettivo preciso: vedere gli stambecchi da vicino.
Alcuni camperisti ci avevano raccontato di un trekking lungo e impegnativo che conduceva a una forcella abitata da numerosi stambecchi. Le loro foto ci avevano fatto sognare.
Partiamo da Sella Nevea seguendo le indicazioni per il Rifugio Brazzà. Il trekking è impegnativo: 16,5 km e circa 1000 metri di dislivello.
Per quasi un’ora e mezza camminiamo nel bosco senza incontrare nessuno. Poi il paesaggio si apre sull’altopiano del Montasio: prati verdi immensi e montagne rocciose ovunque.
A un certo punto vediamo qualcosa muoversi vicino a una roccia. Sono due marmotte.
Ci passano accanto senza scappare, anche se ci regalano due fischi di avvertimento memorabili.
Proseguiamo verso la Forcella di Terrarossa scegliendo il sentiero meno frequentato. Dopo parecchi chilometri finalmente li vediamo: tre stambecchi adulti e un piccolo.
Sono proprio sul sentiero.
Ci avviciniamo lentamente, con rispetto, e restiamo lì ad osservarli in silenzio. Poco più avanti troviamo altri quattro maschi intenti a scavare il terreno in cerca di sali minerali.
Ci sediamo a mangiare il pranzo con gli stambecchi alle nostre spalle e davanti a noi l’immensità dell’altopiano.
Uno di quei momenti che ti fanno sentire incredibilmente piccolo… e incredibilmente vivo.


Giorno 6 - Monte Zoncolan e la magia della sosta libera

Dopo alcuni giorni a Sella Nevea decidiamo di spostarci verso il Monte Zoncolan.
Il parcheggio ufficiale per camper non ci entusiasma: enorme, asfaltato e senza vista. Così continuiamo a esplorare la zona e, dopo alcuni tornanti, troviamo il posto perfetto vicino alla Baita Goles.
Un prato isolato, immerso nel verde, con una vista incredibile sulle montagne.
Esattamente il tipo di luogo che sogniamo quando viaggiamo in camper.
La sera ceniamo in baita assaggiando i tipici cjarsons alle erbe e ravioli ai finferli. Poi una passeggiata sotto le stelle e il silenzio assoluto della montagna.


Giorno 7 – Collina e Alpi Carniche

A Ferragosto lasciamo il Monte Zoncolan e ripartiamo verso Collina, nelle Alpi Carniche.
La strada richiede attenzione perché alcuni navigatori indicano percorsi vietati ai camper più grandi. Dopo una deviazione arriviamo finalmente a destinazione.
Le Alpi Carniche ci accolgono con panorami spettacolari. Troviamo un posto tranquillo tra gli alberi, lontano dal campeggio affollato.

La sera facciamo due passi alla sagra del paese e poi torniamo al camper, immersi nel silenzio della montagna. 


Giorno 8 - Lago Volaia: il posto più bello del viaggio?

L’ottavo giorno raggiungiamo finalmente il Lago Volaia, al confine tra Italia e Austria.
Il sentiero parte dal Rifugio Tolazzi e sale per circa un’ora e mezza. Si può scegliere tra il sentiero ripido in mezzo al bosco, consigliato perché il panorama è migliore, oppure la carrozzabile che sale più morbida. La salita termina quando vedete il Rifugio Lambertenghi a quota 1970 mslm che domina tutta la valle. Quando finalmente superiamo il confine e vediamo il lago, restiamo immobili.
Il Lago Volaia è semplicemente perfetto.
L’acqua dai colori incredibili, le montagne tutt’intorno e il silenzio rendono questo luogo quasi irreale.
Facciamo il giro completo del lago, scattiamo foto e video da ogni prospettiva possibile e ci fermiamo al rifugio austriaco per una fetta di Sacher.
Lasciare questo posto è difficilissimo.


Sappada: bellissima ma rumorosa

Nel pomeriggio, passiamo da Sappada, borgo incastonato nelle Dolomiti Friulane e davvero meraviglioso da visitare.
State attendi ai divieti, il senso di marcia della via principale ad agosto 2025 era modificato e i navigatori non aggiornati. Decidiamo di non sostare all’area sosta camper (al sole su sterrato e con camper ammassati),  proseguendo qualche centinaia di metri più avanti troverete un parcheggio segnalato su Park4Night con dei comodissimi tavolini da pic nic all’ombra degli alberi. Pranziamo e facciamo un bel giretto in Paese. Volendo ci sono numerose attività da fare ed escursioni. 

Purtroppo però la notte si rivela un incubo.
Tra musica altissima proveniente dalla sagra della birra e auto che passano suonando il clacson davanti ai camper fino alle 4 del mattino, dormire è praticamente impossibile.
Per questo motivo ci sentiamo di consigliarvi di visitare Sappada durante il giorno… ma di dormire altrove.

Giorno 9 - Sauris e l'imprevisto della batteria

Il giorno seguente la batteria servizi del camper smette quasi completamente di funzionare.
Senza batteria in libera non possiamo usare nemmeno la pompa dell’acqua, quindi decidiamo di fermarci al Camping Treinke di Sauris per attaccarci alla corrente e cercare una soluzione.
La pioggia ci concede una tregua e ne approfittiamo per fare il percorso dei “10 mila passi di salute” tra Sauris di Sopra e Sauris di Sotto.
Il borgo è davvero meraviglioso e il prosciutto tipico merita assolutamente una degustazione.


Giorno 10 - Le Pozze Smeraldine

Di mattina guidiamo fino a Gemona per acquistare una nuova batteria del camper e poi ripartiamo verso Tramonti di Sopra per fare un bagno nelle Pozze Smeraldine.
L’acqua è talmente azzurra e trasparente da sembrare finta.

Facciamo un tuffo veloce — gelido ma rigenerante — prima di rimetterci in viaggio verso Forni di Sopra.
Parcheggiamo insieme a molti camper, ne abbiamo contati una trentina, ma il piazzale è molto grande e silenzioso. Passiamo una notte tranquilla e l’indomani riserviamo la giornata alla visita di questa località.


Giorno 11 - Forni di Sopra

Forni di sopra è una perla, passeggiamo tra le vie del borgo, c’era anche il mercato. Facciamo un po’ di spesa ma vediamo una pizzeria con delle recensioni molto alte e decidiamo di concederci un pranzo fuori. Le aspettative non ci hanno deluso, abbiamo gustato un’ottima pizza napoletana alla Pizzeria Alle Alpi


Giorno 12 - La Diga del Vajont

Ci rimettiamo in marcia per continuare ad esplorare questa regione sorprendente. Intraprendiamo la strada sulla SS52 nella direzione opposta a quella di arrivo. Affrontiamo il piccolo passo della Mauria e ci troviamo in Veneto! Ops.. non era nei programmi “sconfinare” ma troviamo un’area servizi per camper gratuita e decidiamo di approfittarne. Andiamo ancora avanti e passiamo per Lorenzago di Cadore, Domegge di Cadore, Pieve di Cadore e Longarone. Da qui rientriamo in Friuli, fermandoci a vedere la Diga del Vajont!
Le nuvole erano basse, il vento freddo. L’atmosfera era già di per sé molto tetra, leggere il racconto delle vittime e vedere tutti i nomi dei 450 bambini morti per il disastro del 1963 ci ha fatto venire letteralmente i brividi. Era come sentire il loro spirito, è stato surreale. Abbiamo scattato qualche foto e video, poi ci siamo rimessi in marcia per la vicina Cimolais. 


Giorno 13 - Cimolais

Cimolais offre un ampio parcheggio gratuito fuori dall’area sosta camper. Il panorama intorno è spettacolare. Se la giornata è bella, consiglio di arrivare al Rifugio Pordenone che dista 12km, strada soggetta a pedaggio, per poi fare il trekking che porta al Campanile di Val Montanaia. 
Noi purtroppo vi abbiamo dovuto rinunciare perché la giornata era piovosa. 
Rinunciamo ad un’avventura ma non rinunciamo a due passi in paese, molto carino, ci sono delle case davvero caratteristiche. Riusciamo a pranzare all’aperto, poi ricomincia a piovere. 
Giornata di riposo, più tardi ci spostiamo a Claut. . Anche qui troviamo un parcheggio ampio e gratuito dove sostare. Ci sono solo altri 2 camper, ci mettiamo a qualche posto di distanza. Facciamo un giro in paese e ci godiamo una bella cena all’aperto.

Giorno 14 - Claut e il Lago di Barcis

È tornato il bel tempo e Matteo vuole godersi un po’ di sole sulla sdraio. Io invece, mossa dalla curiosità, decido di fare ancora due passi e imboccare qualche stradina in più per scattare foto e video per i nostri social.
Con l’aiuto della mia inseparabile app Komoot trovo un punto panoramico con una panchina e una bella vista dall’alto su Claut e le Dolomiti Friulane. Decido di seguire quella strada, ma dopo poco mi ritrovo su un sentiero escursionistico senza l’attrezzatura adatta.
Ammetto di essere la prima a sostenere che in montagna si vada solo con le scarpe giuste, ma il punto indicato distava appena due chilometri e non avevo nessuna voglia di tornare al camper per cambiarmi.
Fortunatamente il sentiero non presenta particolari difficoltà e riesco a salire senza problemi anche con le sneakers. Il sole scalda il bosco e sul sentiero non incontro nessuno. Sono completamente sola.
Dopo poco raggiungo Col dei Piais e la panchina panoramica con vista su Claut e sulle Dolomiti Friulane. Bellissimo.
Mi fermo qualche minuto a riprendere fiato e ad ammirare il panorama. Da quassù il camper sembra un minuscolo puntino bianco molto più in basso. Penso a Matteo: gli ho detto che sarei andata a fare due passi e ormai è passata più di un’ora. E devo ancora tornare indietro.
Decido quindi di scendere da un altro sentiero che su Komoot era segnato come più diretto. Guardo le mie scarpe e penso: "Non mi faranno mica scivolare in discesa, vero?"
E invece sì.
Ecco un bel ruzzolone di sedere sull’erba bagnata.
Per fortuna il terreno era morbido e non mi sono fatta nulla. Da quel momento però continuo con molta più calma e cautela. Quanto mi sono pentita di non aver indossato le scarpe da trekking! E sì che mi conosco... le mie passeggiate finiscono quasi sempre per trasformarsi in qualcosa di più.
Quando arrivo al camper sono quasi le dodici. Matteo sta ancora riposando. Ci prepariamo un bel pranzo all’aperto con vista sulle Dolomiti Friulane.
Pazzesco.
Non riesco a immaginare un giardino migliore di questo.


Terminata la visita di Claut — che volendo potrebbe includere anche altri punti di interesse come le famose impronte di dinosauro — ci rimettiamo in marcia verso il vicino Lago di Barcis.
Arriviamo nel tardo pomeriggio. Su Park4Night leggiamo che per i camper è vietato parcheggiare lungo il lago e che l’unica soluzione consentita è l’area sosta dedicata, con ticket di 22 € valido 24 ore.
Non era nei programmi, ma non abbiamo nessuna voglia di rischiare multe. Optiamo quindi per l’area camper e, fortunatamente, troviamo ancora due posti liberi.
Paghiamo il ticket e andiamo subito a fare due passi lungo il lago.


Giorno 15 - Ultimo giorno in Friuli

Il meteo è ancora incerto. Piove e smette di continuo.
Ne approfittiamo comunque per passeggiare sul lungolago e tra le viette di Barcis in cerca di pane fresco e qualche formaggio tipico da portare a casa.
Troviamo una piccola bottega dove veniamo accolti con estrema gentilezza e premura. Facciamo qualche acquisto e torniamo al camper.

Sto scrivendo queste righe seduta fuori dal nostro amato camper, quello che ci permette di vivere viaggi come questo in totale libertà, a contatto con la natura e con quell’imprevedibilità che rende ogni giornata diversa dalla precedente.
Una fresca aria di fine agosto soffia tra i capelli e mi raffredda le mani mentre battono sulla tastiera. Potrei stare dentro al caldo, ma preferisco restare qui.
Davanti a me il Lago di Barcis.
Ogni volta che alzo lo sguardo, ripenso a tutte le meraviglie viste durante queste due settimane in Friuli Venezia Giulia. Le montagne, i laghi, i borghi, i sentieri, gli incontri e anche gli imprevisti.
Ogni onda che si increspa sull’acqua sembra riportarmi a uno di questi ricordi.
Stasera ripartiremo verso casa.
Prima però approfittiamo dei servizi dell’area sosta per svuotare i serbatoi e sistemare il camper. La strada sarà lunga e probabilmente faremo una tappa intermedia per spezzare il viaggio.

Si conclude così il nostro itinerario in camper in Friuli Venezia Giulia.
Una regione che ci ha sorpresi ogni giorno con paesaggi spettacolari, natura autentica e luoghi ancora poco conosciuti rispetto ad altre destinazioni del Nord Italia.

Se ami i viaggi on the road, i trekking, i laghi di montagna e la libertà che solo il camper sa regalare, il Friuli è una meta che merita assolutamente un posto nella tua lista.

Hai già visitato questa regione in camper?  Raccontaci nei commenti quali sono state le tappe che ti hanno emozionato di più. Se invece stai organizzando il tuo itinerario, scrivici pure i tuoi dubbi o le tue idee: saremo felici di confrontarci e scambiare consigli tra viaggiatori.


Informazioni pratiche per questo itinerario in camper in Friuli Venezia Giulia

Dove abbiamo pernottato

Durante i 15 giorni di viaggio abbiamo alternato soste libere, parcheggi panoramici, aree camper e una sola notte in campeggio.

Le tappe che abbiamo utilizzato sono state:

  • Chiusaforte (Parcheggio Trattoria Al Fontanon)
  • Sella Nevea (4 notti)
  • Monte Zoncolan
  • Collina
  • Sappada
  • Sauris
  • Forni di Sopra (2 notti)
  • Cimolais
  • Claut
  • Barcis

Dove abbiamo effettuato carico e scarico

Durante il viaggio abbiamo utilizzato:

  • Area servizi di Villanova
  • Camping Treinke a Sauris
  • Area Camper di Lorenzago di Cadore
  • Area Sosta Camper Barcis


Nei prossimi articoli troverai l'elenco completo delle soste camper utilizzate e il dettaglio di tutte le spese sostenute durante questo itinerario di 15 giorni in Friuli Venezia Giulia.


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